Sono un estremista

Sono un estremista:

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Sono un estremista perché penso che non si possano chiedere sette anni di lavoro in più alla gente se allo stesso tempo non si tagliano anche le spese militari.


Sono un estremista perché credo che se la Chiesa cattolica italiana ha benefici per cinque o sei miliardi di euro all’anno, forse potrebbe rinunciare a un decimo di quei benefici per il bene comune.


Sono un estremista perché penso che non si possa far finta che in questo Paese l’1% dei cittadini detiene il 13 per cento della ricchezza nazionale – e basterebbe una tassa patrimoniale dello 0,5 per cento per ottenere un gettito di 5 miliardi di euro,


Sono un estremista perché sono convinto che chi prende più di 100 mila euro l’anno, se pure ne scuce un paio alla comunità non avrà ragione di piangere.


Sono un estremista perché credo che una maggiore equità sociale e i diritti civili non siano alternativi, ma parte di un unico, forse ancora indicibile, progetto di Paese.


Sono un estremista perché penso che accontentarsi di un governo cattolico di destra educato e perbene sia la morte della speranza.